Jet in Corea : la "MiG Alley" (Cap.2) - La guerra segreta di Stalin.




Come abbiamo visto nel Capitolo 1, senza ombra di dubbio, i piloti nordcoreani e cinesi, non furono mai all'altezza dei loro avversari occidentali, super addestrati, e soprattutto, del loro velivolo, il MiG-15 di costruzione sovietica, che per stessa ammissione dei piloti della coalizione ONU e dell' USAF, risultava superiore rispetto tutti i velivoli occidentali, schierati in Corea nel giugno del 1950. Ciononostante, i piloti USAF, seppero fronteggiare con tenacia l'avversario, i piloti belligeranti (nordcoreani e cinesi) erano privi di esperienza nel combattimento aria-aria, e maldestramente, quando ingaggiati, tentavano manovre evasive, che, di certo, non sfruttavano in pieno, le indubbie doti di maneggevolezza e velocità del MiG-15, diventando facile preda dei piloti americani, alcuni dei quali, spesso erano anche veterani della seconda guerra mondiale. Gli analisti dell'intelligence, anche se all'inizio non ne erano convinti, stimavano la presenza di circa 400 MiG-15, la maggior parte dei quali, basati al confine della Manciuria, lo dimostrava il fatto, che i piloti di MiG, volavano, spesso in formazioni numerose, questa tattica era dovuta, probabilmente, all'inesperienza dei piloti comunisti, che così facendo, potevano proteggersi a vicenda, o impressionare l'avversario, ma i piloti americani erano più sfrontati. Queste grosse formazioni di MiG, comunque seppero infliggere parecchie perdite a danno dei bombardieri della FEAF, i proiettili dei loro cannoni da 23mm e 37mm dilaniavano le cellule dei B-29 e RB-29 come fossero di burro, e spesso a pagarne le conseguenze erano gli equipaggi di questi mastodonti del cielo che, a loro volta, venivano colpiti dai proiettili vaganti dentro le cabine. Questa situazione, indusse i comandi dell'USAF a proibire qualsiasi sorvolo di RB-29 sulla MiG Alley, e soprattutto di predisporre una scorta per i B-29 che colpivano obiettivi strategicamente importanti, schierando uno stormo di F-84 "Thunderjet" molto più veloci degli obsoleti F-80, e uno stormo di F-86A "Sabre", che avrebbero avuto il compito di eliminare i Mig comunisti sul cielo sopra lo Yalu.


Jet in Corea: la "MiG Alley" (Cap. 1) - La comparsa dei MiG- 15.



La "MiG Alley" era il campo di battaglia, o meglio, il "cielo di battaglia", dove i Jet lottarono per la supremazia aerea. Una porzione di territorio posto a nord-ovest della Corea del Nord, dove il fiume Yolu sfocia nel Mar Giallo. I piloti delle Nazioni Unite, ereditando il coraggio dei loro predecessori della seconda guerra mondiale, in questo "Corridoio dei MiG", incontrarono la gloria o la morte, in una battaglia tra i cieli, dove per la prima volta nella storia, i Jet si scontrarono. Durante la Guerra di Corea ci furono i primi scontri tra caccia a reazione, che videro come protagonisti gli F-86 Sabre americani e i MiG-15 coreani ma di costruzione sovietica. Questi aerei erano una via di mezzo tra i vecchi caccia della seconda guerra mondiale e i futuri caccia armati di missili: univano infatti le grandi prestazioni date dai nuovi motori ai vecchi armamenti della guerra, le mitragliatrici e i cannoncini. Con l'invenzione di motori a reazione capaci di far raggiungere velocità supersoniche, il design del caccia cambiò completamente. Dal 1950 al 1953, i paesi più potenti del mondo, furono impegnati in una guerra "convenzionale" sulla penisola coreana; probabilmente il mondo non è mai stato così vicino a una terza guerra mondiale, anche durante la crisi dei missili cubani. Entrambi i combattenti, pensavano che la guerra fosse il preambolo di un conflitto globale molto più grande e più distruttivo. Fu l'unica occasione, durante la "guerra fredda", che le forze militari della Repubblica popolare cinese (RPC), Unione Sovietica, e Stati Uniti (più i suoi alleati occidentali) si incontrarono in combattimento, non soltanto sulla MiG Alley, ma anche sul terreno.