Jet in Corea: la "MiG Alley" (Cap. 1) - La comparsa dei MiG- 15.



La "MiG Alley" era il campo di battaglia, o meglio, il "cielo di battaglia", dove i Jet lottarono per la supremazia aerea. Una porzione di territorio posto a nord-ovest della Corea del Nord, dove il fiume Yolu sfocia nel Mar Giallo. I piloti delle Nazioni Unite, ereditando il coraggio dei loro predecessori della seconda guerra mondiale, in questo "Corridoio dei MiG", incontrarono la gloria o la morte, in una battaglia tra i cieli, dove per la prima volta nella storia, i Jet si scontrarono. Durante la Guerra di Corea ci furono i primi scontri tra caccia a reazione, che videro come protagonisti gli F-86 Sabre americani e i MiG-15 coreani ma di costruzione sovietica. Questi aerei erano una via di mezzo tra i vecchi caccia della seconda guerra mondiale e i futuri caccia armati di missili: univano infatti le grandi prestazioni date dai nuovi motori ai vecchi armamenti della guerra, le mitragliatrici e i cannoncini. Con l'invenzione di motori a reazione capaci di far raggiungere velocità supersoniche, il design del caccia cambiò completamente. Dal 1950 al 1953, i paesi più potenti del mondo, furono impegnati in una guerra "convenzionale" sulla penisola coreana; probabilmente il mondo non è mai stato così vicino a una terza guerra mondiale, anche durante la crisi dei missili cubani. Entrambi i combattenti, pensavano che la guerra fosse il preambolo di un conflitto globale molto più grande e più distruttivo. Fu l'unica occasione, durante la "guerra fredda", che le forze militari della Repubblica popolare cinese (RPC), Unione Sovietica, e Stati Uniti (più i suoi alleati occidentali) si incontrarono in combattimento, non soltanto sulla MiG Alley, ma anche sul terreno.



La Guerra di Corea.

Alla fine della seconda guerra mondiale, la Corea era divisa in due, il nord che abbracciava le ideologie del comunismo, e il sud che aveva idee più aperte, ma entrambe, avevano avuto sempre interesse ad unificare la penisola sotto le loro rispettive autorità. Il controllo politico della penisola, avrebbe esteso il loro potere in Asia orientale. Questa è la motivazione che spinse la Corea del Nord ad invadere il sud nel giugno del 1950, ma in gioco non c'era solamente l'occupazione di un territorio, bensì la volontà da parte di Josef Stalin di espandere il proprio potere, promuovendo il comunismo in regioni strategicamente importanti per la sicurezza dell'Unione Sovietica, secondo lui, circondata da nemici spietati. Anche la Repubblica popolare cinese, appoggiò l'azione nordcoreana, credendo che una Corea tutta comunista, avesse fornito un' assicurazione contro un eventuale aggressione americana. Gli Stati Uniti videro quest'azione come una minaccia alla loro influenza sull'Asia orientale, ma soprattutto per i leader americani, fu come incoraggiare Stalin ad impegnarsi ad espandere la propria influenza ideologica altrove nel mondo, giunsero alla conclusione che si doveva assolutamente intervenire, l'ONU, più semplicemente, non poteva assolutamente accettare l'invasione di uno stato sovrano da parte di un altro, e di conseguenza appoggiò l'intervento degli USA.
Le forze nordcoreane, erano notevolmente superiori a quelle sudcoreane, specialmente per quanto concerne l'aeronautica. Anche se principalmente, aveva una strategia concentrata, soprattutto sulle forze di terra, l'aviazione nordcoreana era decisamente molto potente ed efficente. La North Korean Air Force (NKAF) consisteva in circa 132 aerei da combattimento, circa 30 aerei da trasporto, e altrettanti aerei da addestramento, tutti gli aerei erano di concezione sovietica, così come i piloti erano completamente addestrati in Russia, quindi da un certo punto di vista erano molto preparati e soprattutto motivati. All'inizio schierarono alcuni aerei che durante la seconda guerra mondiale erano considerati di prima linea, ma adesso, erano considerati molto obsoleti anche per gli standard sovietici: Lavochkin La-9, Ilyushin Il-10,Yakovlev Yak-9 e ancora qualche Yak-3; ciononostante, ai comandi di piloti molto agguerriti, e ben addestrati, questi aeroplani riuscirono ad infliggere danni considerevoli, soprattutto contro la poca opposizione della piccola Republic Of Korea Air Force (ROKAF). Al contrario del suo avversario numericamente e tecnologicamente superiore (e in escalation), la ROKAF era un aeronautica più di nome che di fatto: Il presidente sudcoreano Syngman Rhee nutriva sentimenti anti-comunisti, ed un atteggiamento molto aggressivo nei confronti del nord, sotto la protezione americana, ebbe la possibilità di costituire una forza di sicurezza nazionale, appena sufficiente, per mantenere l'ordine interno e la sicurezza pubblica, l'aeronautica contava di appena 16 aerei da collegamento di cui 3 addestratori T-6, dei suoi 57 piloti solo 30 erano "combat ready", di conseguenza, avendo poco con cui combattere, venne spazzata via nei primi giorni di guerra.

L'U.S. FAR EAST AIR FORCE (FEAF).

L'unico baluardo contro la Corea del Nord, era la FEAF, comandata dal tenente generale George E. Stratemeyer, che faceva parte, dopo la seconda guerra mondiale, delle forze di occupazione del Giappone. Era una forza che contava circa 35.000 uomini e comprendeva la 13rd. Forza aerea con base a Clark Field nelle Filippine, la 20Tth a Kadena, Okinawa, e la 5th a Nagoya in Giappone. La FEAF, era pronta a qualsiasi eventualità, a partire dal 31 maggio 1950, possedeva circa 1700 aeromobili: 504 F-80 "Shooting Star", 47 F-51"Mustang", 42 F-82 "Twin Mustang", 73 B-26 "Invader", 27 B-29 "Superfortress", 179 aerei da trasporto, 48 aerei da ricognizione, e 252 di varie tipologie (T-6 da addestramento, SB-17 da salvataggio in mare, T-33 "Shooting Star" versione biposto del F-80). L'F-80 anche se era presente in numero maggiore, era in attesa di un sostituto , perchè considerato anche dalla FEAF obsoleto. Ma a volte i numeri, possono ingannare, in effetti soltanto 600 erano disponibili per l'uso in Corea, e comunque non tutti questi erano combat ready. La maggior parte era impiegata a loro volta per la difesa del Giappone (compito principale della FEAF) o fermi per manutenzione. Tutto questo stato di cose, era dovuto, soprattutto per il taglio di fondi che subirono le forze armate nel secondo dopoguerra, e molti velivoli restavano inerti dentro gli hangar in attesa di pezzi di ricambio. Ma nonostante queste carenze la FEAF era pronta a combattere, anche se inizialmente le missioni erano soltanto di natura difensiva.
F-80 Shooting Star: Prodotto dalla Lockheed, il P-80 (dal 1948 denominato F-80) era il primo caccia a reazione entrato in servizio nell'USAF. Dalla sua cellula un pò allungata nacque il T-33 versione biposto usato per l'addestramento. Il suo progettista è il Grande Kelly Johnson creatore dell'F-104 e del Blackbird. Il motore era un Allison J33 con tutti gli annessi e i connessi, poco potente e poco affidabile. l'armamento era composto da 4 Browning M12 da 12,7 e la possibilità di caricare 2 bombe da 1000lb e 8 missili non guidati. Il suo ruolo nella FEAF era di caccia bombardiere.
F-51 Mustang: Era lo stesso purosangue creato dalla North American durante la seconda guerra mondiale, la versione usata dalla FEAF era una delle ultime serie che vennero prodotte, più veloce e più stabile (anche se nelle altre versioni non che non lo fosse già) in Corea, vennero usati come caccia per supporto tattico avanzato per le truppe di terra (CAP - Close Air Support). Molto valido, nonostante l'età, ed apprezzato soprattutto dai piloti.


F-82H Twin Mustang: il "Doppio Mustang" era un evoluzione un pò strana del Mustang, era una versione a due fusoliere, il motivo di questa trasformazione nacque dall'esigenza da parte dell'USAF, di dotarsi di un caccia di scorta ai bombardieri di grande autonomia, l'equipaggio era composto da due uomini, i cockpit erano uguali, ma separati, questo permetteva ai piloti, di alternarsi alla guida, così da evitare l'affaticamento durante i lunghi tragitti. La FEAF lo utilizzava nella versione con Radar posto al centro della radice alare che collegava le due cellule, di solito il suo compito era la caccia notturna.

B-26 Invader: Era un validissimo aereo da attacco al suolo risalente alla seconda guerra mondiale, venne utilizzato anche in Vietnam, questo a dimostrazione dell'efficacia della macchina. La sua vita operativa lo vide impiegato in tantissimi teatri operativi. La FEAF lo utilizzava come bombardiere medio.




B-29 Superfortress: era un bombardiere strategico quadrimotore, famoso, o famigerato per aver iniziato l'era nucleare, infatti l'"Enola Gay" era un B-29. Data la vicinanza con Russia e Cina, ci vuole poco a capire quale fosse il loro compito, in seno alla FEAF.








Il 25 giugno (in sole tre settimane dall'inizio delle ostilità) il nemico era ormai vicino Seoul, la situazione era diventata critica, sia per i sudcoreani, che per gli stranieri che vivevano nella capitale, soprattutto per motivi commerciali. L'ambasciatore americano, e le Nazioni Unite chiesero al generale MacArthur, comandante supremo delle potenze alleate, e del comando militare dell'estremo oriente, di organizzare l'evacuazione di tutti i cittadini americani dalla Corea. Il piano d'evacuazione prevedeva il trasporto dei cittadini dal porto di Inchon vicino Seul. I caccia, avrebbero dovuto proteggere l'evacuazione. Il 27 giugno, l'evacuazione del personale delle ambasciate e dei residenti americani ebbe inizio, gli F-82 del 68th, 339thWing, e del 4th Squadron, più F-80 del 8th FBW si alternarono per coprire l'evacuazione, intanto il Presidente Thruman autorizzò l'attacco in caso di azioni ostili. La situazione sembrò tranquilla, ma subito dopo mezzogiorno, un grido si udì dalle radio dei aerei in volo: "Stanno sparando a me!"; era il ten. Charles B. Moran, che uscendo da una coltre di nubi, vide il suo aereo con un ala danneggiata, e perdere copiosamente liquido idraulico dalla coda. I Twin Mustang iniziarono le manovre di ingaggio, l'aereo nemico non era molto veloce, il ten. Hudson e il suo operatore radar Carl Fraser, partirono all'inseguimento del nemico, che tentava di confondersi tra le nuvole, ma fu abbattuto. Altri Mustang intanto abbatterono due velivoli nemici. I piloti americani avevano difficoltà a riconoscere i velivoli della NKAF, probabilmente si trattava di Yak-10 o 9 e La-7, quel giorno vennero abbattuti in totale, 3 aerei nemici, e comunque, senza curarsi delle sanzioni imposte dall'ONU, che era formata da una forza internazionale organizzata dagli USA comprendente 18 Paesi (Australia, Belgio, Canada, Colombia, Etiopia, Filippine, Francia, Grecia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Sud Africa, Tailandia, Turchia, inviarono contingenti di truppe; il supporto navale era fornito dal Giappone; aiuti sanitari erano forniti da India, Danimarca, Italia, Svezia, Norvegia) -  furono i nordcoreani che attaccarono gli aerei americani, una palese dimostrazione, che ormai, la diplomazia, aveva poche chance.


Quella del ten. Hudson venne considerata la prima vittoria aerea dell'USAF (FEAF) di tutto il conflitto. Per non essere da meno dei loro colleghi  "piloti ad elica" il pomeriggio dello stesso giorno quattro F-80 dell'8th FBW e del 35th FBS erano sul cielo sopra l'aeroporto di Kimpo, un gruppo di otto Il-10 sbucarono dalle nubi, per bombardare l'aeroporto, distruggendo sette velivoli della ROKAF parcheggiati vicino gli hangar, i caccia americani si lanciarono all'inseguimento, il ten.Wayne riesce ad abbattere due Il-10, mentre il cpt.Schilleref ed il suo gregario ten.Dewald si avventano su altri due, abbattendone uno e danneggiandone un altro, i restanti aerei della formazione nemica, batterono in ritirata. Questa è la prima vittoria di un velivolo a getto della guerra.

F-80 Shooting Star in decollo da una base in Giappone. Si noti le taniche di maggiore capienza per estendere
il raggio d'azione, infatti uno dei difetti più rilevanti del caccia, era la scarsa autonomia.
Intanto a terra la battaglia si faceva più dura, dopo aver sbaragliato le truppe della Corea del sud, l'esercito nordcoreano occupò l'aeroporto di Kimpo, e penetrò ancora più in profondità a Seoul; lo scopo era quello di attraversare il fiume Han, ricongiungendo tutte le forze, così da poter premere con più forza a sud. Lo stesso giorno, gli aerei della NKAF colpivano Suwon, e alcuni C-54 che tentavano di trasportare munizioni e beni di prima necessità alle truppe di terra assediate in zona. Quattro Yak durante il bombardamento, danneggiarono un F-82 e un B-26 a terra. Le incursioni continuarono per tutti il giorno, infliggendo molti danni, soprattutto ai trasporti, che erano di vitale importanza per le truppe ROK. A questo punto, avviene un colpo di scena nelle file della FEAF, gli strateghi capirono che nonostante la sua obsolescenza, l'F-51 Mustang poteva essere decisivo in missioni particolari come quelle CAP, la possibilità di poter essere schierato più rapidamente rispetto all'F-80 , la possibilità di poter decollare anche da piste non preparate, e l'autonomia maggiore, convinse i comandi di rischierare tutti i Mustang delle riserve e portarli in prima linea. Alcuni piloti di Shooting Star, quindi dovettero passare ai Mustang. Alcuni F-51 furono ceduti alla ROKAF, mentre altri furono schierati dalla SAAF (South African Air Force - forza aerea del Sud Africa a tutti gli effetti membro dell'ONU), e dalla RAAF (Royal Australian Air Force).
Questi velivoli ebbero modo di dimostrare la loro validità il 29 giugno, quando un gruppo di aerei nemici identificati poi, come Yak-9 e Il-10, attacca-
rono, il campo di Suwon. I Mustang intervennero rapidamente, contrastando il nemico, riuscendo ad abbattere uno Yak-9 che si stava scagliando su un C-54 in rullaggio, il caccia nordcoreano, inconsapevolmente, stava cercando di abbattere, l'aereo personale di MacArthur, il comandante supremo, rimase impressionato dal lavoro svolto dei piloti di Mustang, e soprattutto dal loro coraggio. Nonostante l'età, l'F-51 aveva ancora la stoffa del vero combattente, e senza dubbio, si dimostrò superiore all'F-80. In totale quel giorno, una decina di aerei nordcoreani furono abbattuti. Le missioni aria-aria, per un periodo furono molto rare, la FEAF decise che bisognava supportare le truppe a terra, impiegando gli F-51, gli F-80, e soprattutto i B-29 con bombardamenti strategici convenzionali. Gli F-51 della SAAF e della RAAF martellavano le truppe nordcoreane, mentre l'esercito cercava quantomeno di respingere l'avanzata, ma nonostante l'apporto dei velivoli, furono costretti a serrarsi dietro una porzione di territorio posta a sud-ovest della Repubblica di Corea. Venne tracciato un perimetro difensivo "Perimetro di Pusan" oltre il quale vi era il limite massimo dell'offensiva nordcoreana. Il 17 luglio, durante una missione di supporto ravvicinato, piloti dell 35th FBS intercettano altri 4 Yak-9 che attaccavano l'aeroporto di Taejon, per gli aviatori americani la missione aria-terra, si trasformò in una missione aria-aria, scaricarono tutto ciò che li rendeva pesanti (missili e bombe) e salirono per la missione di intercettazione. Vi fu una furibonda battaglia sui cieli di Taejon, il capitano Francis Clark con il suo F-80 "Salty Dog" abbattè uno Yak-9, mentre i tenenti Wurster, McKee e Kees distruggono gli altri. Questa volta nessun aereo nemico riuscì a salvarsi, ormai nelle fila della NKAF si contavano molte perdite, ciononostante, anche Taejon cadde nelle loro mani.


Per tutto il mese successivo, Marines, Army, e Navy, più le truppe delle UN (RAAF) cercarono di resistere dentro il perimetro di Pusan, la lotta era durissima, gli aerei (CORSAIR) dei Marines, e della Navy (Banshee e Panther) svolgevano incursioni lungo tutto il perimetro difensivo, contro i nordcoreani che cercavano di sfondare.

Il colpo di coda.

Dopo un'estenuante strategia difensiva, il 15 settembre del 1950, grazie ad un piano ideato dal generale MacArthur, contro ogni previsione nemica, i Marines sbarcano sulle spiagge di Inchon, supportati dagli aerei della Navy e dai loro Corsair, il 16 settembre, il generale Walton H. Walker, invece, si aprì un varco nel perimetro di Pusan, coadiuvato da F-51,B-26, F-80, riuscendo a far avanzare l'ottava armata, vi furono scontri furibondi, con grosse perdite, sia intorno a Seul e lungo la linea del fronte di Pusan, il 25 Seul venne riconquistata dagli americani e dalla truppe dell'ONU, i nordcoreani, colti di sorpresa, intrappolati dentro una morsa che li stringeva, incominciarono a perdere terreno, e alla fine di settembre si ritirarono dietro il 38° parallelo. Ma contro ogni previsione, l'avanzata di MacArthur si arrestò, i leader politici, decisero di abbandonare l'idea di conseguire una vittoria totale sui comunisti, temendo che il conflitto, potesse scatenare un'escalation di proporzioni enormi. Molti generali, pensarono che l'avanzata sulla Corea del Nord, sarebbe stato l'unico modo possibile, per una conclusione positiva della guerra, ma ogni azione militare, vicino i confini della Manciuria, e dell'Unione Sovietica vennero categoricamente proibite. Ma nonostante l'ordine di mai attraversare i confini, si verificarono degli errori grossolani, il 27 agosto quando una coppia di Mustang attaccò l'aeroporto di Antung in Cina credendo fossero dietro il confine, e il 22 settembre quando un B-29 invase lo spazio aereo cinese, la Cina reagì dichiarando che qualsiasi azione oltre il 38° parallelo, anche non volontaria, per il loro governo sarebbe stata un' aggressione. Ma l'errore più grave, avvenne l'8 ottobre del 1951, quel giorno, un gruppo di velivoli del 49th FBG ebbero l'ordine di attaccare l'aeroporto di Chongjin in Corea del Nord, dove si era assediata una sacca di resistenza, il capo formazione dovette abortire la missione per problemi meccanici, affidando la missione al gregario e a piloti meno esperti, questi, invece di colpire Choigjin, colpirono un campo di aviazione vicino Vladivistok (URSS), convinti che i P-39, fossero degli Yak coreani, iniziarono a mitragliare il campo distruggendo la maggior parte dei velivoli, la reazione politica sovietica fu rapida. Gli americani chiesero pubblicamente scusa per la "Gaffe" e sollevarono dall'incarico il comandante, i piloti non ebbero la corte marziale, ma furono trasferiti dai loro reparti. Stalin, che politicamente aveva la coscienza pulita, si sentii in dovere di aumentare la presenza aerea sovietica nella regione. Mentre l'esercito di Kim Il Sung (leader nordcoreano) ormai in rovina, ripiegava disordinatamente verso i propri confini, massacrando la popolazione inerme che incontrava per strada. Un atteggiamento criminale che venne condannato dalle Nazioni Unite. Grazie a questa vittoria, il gen. Stratemeyer, colse l'occasione per spostare alcune unità di F-80 (decisamente un idea saggia vista la scarsa autonomia) in alcune basi della Corea del Sud, la vicinanza sui campi di battaglia avrebbe avvantaggiato anche le unità di F-51, che così avrebbero potuto volare sui bersagli con maggiore riserva di carburante ed effettuare molti più passaggi. Intanto, B-29, F-80,F-51,B-26, martellarono per giorni il territorio nordcoreano, distruggendo linee di rifornimento, ferrovie, e porti, a terra le truppe di Syngman Rhee (leader sudcoreano) varcarono il 38° parallelo alla volta di Wonsan che cadde pochi giorni dopo, mentre il 19 ottobre cadde Pyongyang. Nonostante gli avvertimenti del governo cinese a non attaccare la Corea del Nord, e soprattutto a non raggiungere il proprio confine, le truppe ROK presero Chosan, città nordcoreana sulla riva destra del fiume Yalu, era stato raggiunto il confine cinese.

Escalation.

L'atteggiamento prudente e riflessivo del presidente americano Truman, cambiò il giorno in cui l'Intelligence americana, inviò un'informativa, sulla quale era rapportata la presenza di soldati cinesi sul territorio nord coreano. inoltre, foto dei ricognitori americani, mostravano la presenza di un vastissimo numero di soldati cinesi ammassati lungo le rive del fiume Yalu. Dopo che l'esercito nordcoreano aveva praticamente cessato di esistere, il leader Kim Il Sung si recò in missione in Cina per chiedere l'aiuto di Mao, e in Russia quello di Stalin, quest'ultimo non diede il suo completo appoggio, era soltanto disposto a concedere qualche aiuto a livello logistico e sanitario, per il leader di Mosca, l'operazione era destinata al fallimento. Il leader cinese, di contro, temendo che gli americani potessero consolidare le loro influenza in Estremo Oriente, e soprattutto, sconfiggere il potere rivoluzionario nella regione, decise di appoggiare l'azione nordcoreana. A questo punto la guerra entrò in una nuova fase.
la notte tra il 27 ottobre del 1950, l'esercito cinese, guadò il fiume Yalu ed entrò in Corea del Nord, integrando i soldati nordcoreani, con una tattica a "tridente" riuscirono a cacciare i sudcoreani che occupavano Chosan, e impegnarono in una lotta furibonda gli uomini dell'VIII Armata e del X Corpo dei Marines, nonostante i ripetuti bombardamenti di B-29 e di Corsair, le posizioni erano difficili da mantenere, gli americani che fino a quel momento avevano saputo affrontare la situazione con coraggio e determinazione, dovettero ripiegare, si ritirarono, lasciando ai nemici, un bottino di armi moderne, e altro materiale bellico dietro le loro spalle per non rallentare la loro "fuga". MacArthur instaurò un blocco navale ai porti cinesi, e prese contatti coi nazionalisti oppositori di Mao per una partecipazione al conflitto, Truman, ormai, era deciso, a neutralizzare la presenza comunista su tutta la penisola coreana. In aria, la situazione era di routine, i piloti che bombardavano "Sunny Joe" - così soprannominato l'aeroporto di Sinuiju - e i ponti sul fiume Yalu, incontravano pochi nemici, quei pochi che si incontravano sporadicamente, a detta dei piloti, davano l'impressione di essere poco esperti e soprattutto male addestrati. L'1 novembre, una squadriglia di F-51 in volo per una missione di bombardamento su Sinuiju, vengono avvertiti alla radio da un T-6 "Mosquito" (T-6 Texan appositamente modificato per il controllo aereo) , della presenza in zona di 6 velivoli in formazione serrata che procedevano in zona verso loro, il comandante della squadriglia diede l'ordine ai suoi gregari di sganciare tutto e partire per l'intercettazione, ma stranamente, in men che non si dica si accorsero, che la formazione nemica era già vicino le loro posizioni, a "ore 12" rispetto la loro rotta, avanzando come se volessero scontrarsi frontalmente, non appena giunti ad una distanza di mitragliatrici, il capo squadriglia, d'istinto fece fuoco, probabilmente ne danneggiò uno, ma ciò che vide quel giorno, non era nulla di paragonabile, a quello che aveva visto sui cieli nordcoreani fino ad'ora; questi aerei erano veloci, avevano ali a freccia, ed erano molto robusti, un nuovo nemico, e più temibile era presente sui cieli della Corea, i Mustang, tornarono alla base senza subire attacchi o danni, dalla descrizione poi fatta dal capo squadriglia agli analisti , si intuì che i nordcoreani, avevano schierato i MiG-15.
Disegno di un MiG-15.
La situazione per l'intelligence era ambigua, erano a conoscenza del patto tra URSS e Cina (anche se quest'ultima aveva difficoltà ad accettare Stalin come guida del comunismo a livello internazionale) di collaborazione politico-militare, e che questo avesse previsto, anche la fornitura di materiale bellico da parte dei "soviet", ma la fornitura di MiG-15 avrebbe comportato delle conoscenze specialistiche che ne i cinesi, che i nordcoreani, erano, almeno per adesso, in grado di possedere. Schierare un aviogetto con prestazioni addirittura superiori a quelli occidentali, prevedeva l'addestramento dei piloti, che fino a qualche giorno prima volavano con aerei ad elica, e quindi con un approccio e una "forma mentis" decisamente diversa rispetto a piloti di jet, così come l'istruzione degli specialisti a terra, meccanici, per non parlare della logistica completamente diversa e gli aeroporti. Tutto questo poteva essere attuato in maniera graduale e soprattutto con una tempistica non certo breve. Tirando le somme gli analisti conclusero, che soltanto pochi esemplari di MiG-15 potevano essere nelle condizioni di combattere, e che sicuramente, degli istruttori russi, erano in Cina per addestrare i piloti. I piloti americani e dell'ONU, comunque capirono, che da quel giorno in poi, il lavoro sarebbe stato più duro. Per giorni le missioni aeree continuarono, in supporto alle truppe di terra, che arrancavano, l'esercito comunista, era decisamente un osso troppo duro, e le convinzioni di MacArthur, di una guerra che si sarebbe conclusa prima di Natale, stavano incominciando a vacillare. Il 7 novembre in una di queste missioni, quattro F-51 che sorvolavano Antung intercettarono una formazione di quattro MiG-15, il capo squadriglia americano magg. Kendall Carson diede l'ordine ai suoi gregari di dividersi e scegliersi un obiettivo, ma non ci fu storia: i MiG erano decisamente molto più veloci e tre riuscirono a fuggire, mentre un solo MiG in un gesto di sfida restò nell'arena, Carson si posizionò in coda all'avversario, ma il MiG seppe disimpegnarsi velocemente, e puntò su di lui, fortunatamente, il pilota del MiG non fu bravo con i suoi cannoni, i proiettili sfiorarono appena, il Mustang di Carson, l'inesperto pilota coreano, compì un altro errore grossolano, fece una virata larga, ed un veterano come Carson, seppe sfruttare l'occasione, mitragliò le ali del MiG, che incominciò a perdere quota lasciandosi una scia di fumo dietro, fino a schiantarsi a terra. Quello del maggiore Carson è il primo abbattimento di un MiG-15, ma non gli venne mai riconosciuto, nessuno vide il relitto del velivolo abbattuto, e i nordcoreani, non confermarono mai l'avvenuta perdita di un aereo quel giorno (molte informazioni, si seppero alla fine della guerra fredda).

La guerra dei Jet. 


Un MiG-15 con le insegne nordcoreane.
Una serie di eventi, accaduti all'inizio di novembre, causarono divergenze all'interno dell'intelligence americana, i ricognitori segnalavano la presenza di numerosi aviogetti parcheggiati nelle piste nordcoreane, soprattutto negli aeroporti situati vicino i confini con la Manciuria, gli analisti, da quel momento in poi, pensarono, che Stalin, stava provvedendo a rifornire i belligeranti con aeroplani nuovi di zecca, questo si traduceva in un possibile coinvolgimento sovietico nel conflitto, in larga scala, ma il rischio di scatenare una terza guerra mondiale, era dietro l'angolo, quindi tra i funzionari, compresa l'amministrazione Truman, queste notizie venivano accolte con molta cautela; la Russia negava categoricamente qualsiasi coinvolgimento, che non fossero aiuti sanitari e logistici, ma il sospetto che in Cina ci potessero essere piloti super addestrati di provenienza sovietica, aleggiava come uno spettro, tra i piloti dell' ONU e soprattutto dell'USAF.
RF-80 Shooting Star, del 67° TRW
il ruolo di questi reparti da ricognizione era di vitale importanza.
Mentre l'esercito americano e dell'ONU sul campo, faticava a contrastare un nemico agguerrito, e motivato dall'ideologia dei propri governi, in aria la battaglia per la supremazia dei cieli, volgeva a favore degli americani. I bombardamenti lungo lo Yalu e Sinuiju continuavano a ripetizione giorno dopo giorno, senza tregua, spesso i B-29 venivano scortati da F-51 e da F-80, questi, a loro volta, erano impiegati anche per attaccare le batterie contraeree che i velivoli incontravano lungo la rotta di avvicinamento ai bersagli, mentre i Corsair dei Marines a supporto delle truppe di terra, si occupavano di pezzi di artiglieria pesanti "cino-nordcoreani", e di bombardare al napalm le truppe avversarie, a copertura dell'avanzata dell'esercito. Le tattiche erano quelle collaudate della seconda guerra mondiale, da questo punto di vista i piloti americani avevano esperienza da vendere, sia nelle missioni aria-aria che aria-terra. In una di queste missioni di routine, quel giorno dell'8 novembre 1950, il cielo della zona situata tra la foce dello Yalu, improvvisamente sembrò cambiar colore, diventando color metallo, il metallo di un gruppo enorme di MiG -15 che andavano incontro ai velivoli del 51°FIW (F-51 e F-80), un numero così alto non si era visto mai fino a quel momento, forse erano una decina o addirittura una ventina, probabilmente per rappresaglia contro i bombardamenti di qualche giorno prima su Sinuiju, che coinvolsero, purtroppo anche dei civili, ma fatto sta, che gli americani, vennero colti di sorpresa: la formazione di MiG si divise in due, gli altri ripiegarono, ma una decina con i loro cannoni da 37mm, iniziarono a sparare contro i piloti del 51°, l'esperienza degli americani questa volta ebbe la meglio su i piloti nordcoreani che a loro confronto erano soltanto dei "novellini", alcuni Mustang, a quanto poi riportato dai piloti, riuscirono a danneggiare qualche MiG, ma anche gli americani, ne uscirono con qualche occhio nero. Non vi furono vincitori e vinti quel giorno, questa battaglia finì alla pari decisamente. Intanto, sempre lo stesso giorno, sul versante a nor-est del fiume Yalu le cose si mettevano male per il 16°FIS, questo non era un gruppo misto, erano tutti F-80C (ultime versioni dello Shooting Star) che avevano la missione di distruggere delle batterie antiaeree; la guida radar, li avvertii della presenza di otto forse dieci MiG a 18000 piedi (5.500 metri) di quota rispetto la loro posizione, probabilmente si trattava della sezione che si era separata dalla formazione che attaccò il 51°FIW qualche minuto prima, gli F-80 al comando del col. Evans Stephens (comandante del 16°) giunsero in quota, ma i MiG iniziarono come un show di manovre acrobatiche , loop, tonneau, virate veloci, quasi a voler mostrare le indubbie doti di manovrabilità del loro velivolo, improvvisamente, lo show finì, ed i MiG si tuffarono in mezzo alla formazione avversaria: il colonnello Stephens diede l'ordine ai suoi di sparpagliarsi, e ai gregari, di proteggere le spalle dei capi squadriglia, così fece il ten. Russel Brown un buon pilota (o come si diceva in gergo "una buona cloche") del 26°FIS aggregato al 16°, si serrò dietro Stephens guardandogli le spalle, mentre quest'ultimo inseguiva un MiG senza fortuna, i nordcoreani erano velocissimi, e l'F-80 anche se ben pilotato, faticava a stargli dietro.
Brown, sempre dietro al comandante, scorse la sagoma di un nemico che passava in mezzo a loro, era un altro MiG venuto in soccorso al compagno, e gli stava dritto davanti al muso del suo F-80, stava virando per puntare su di loro, rapidamente virò anche lui, non gli diede tempo di finire la virata che tirò una prima raffica con le sue 12,7mm, centro!, un pennacchio di fumo fuoriuscì dal MiG, un altra raffica per sicurezza, e il MiG esplose in aria. Così si concluse quel giorno, il primo duello Jet contro Jet della storia dell'aviazione, con una vittoria per l'USAF e per il Tenente Russel J. Brown, primo pilota di jet ad abbattere un altro Jet del mondo. Gli altri MiG, approfittando della loro velocità, batterono in ritirata. Ormai, la presenza di MiG e di batterie antiaeree si erano intensificate, la zona lungo lo Yalu al confine con la Manciuria, era destinata ad essere la MiG Alley. Ebbero modo di constatarlo un gruppo di F-9F-2 Panther dell'US Navy - (vedi AeroStoriaJet "Grumman F-9F-2 Panther e F-9F-6 Cougar: storia dei "felini" dell'US Navy." che descrive la storia e lo sviluppo di questa splendida macchina) - del VF-111 "Sundowners" che avevano il compito di svolgere bombardamenti di precisione sulle vie di comunicazione come ponti e strade, e di rifornimento come porti e scali di vario tipo, i Panther erano adatti per questo tipo di missione, i piloti del 111° erano decollati dalla portaerei CV-74 Philippine Sea, di stanza sul Mar Giallo. Giunti appena fuori le coste cinesi, i piloti dei Panther si accorgono di un numero di MiG-15 che sorvolava la zona, il ten. William T. Amen pilota di esperienza, si tuffò nella mischia, abbattendo un MiG-15, gli altri 2 batterono in ritirata, Amen (mai per un pilota, nome più azzeccato) divenne il primo pilota di Jet della US Navy ad abbattere un altro Jet. Altri abbattimenti avvennero l'indomani, ma i rapporti dei piloti non erano entusiastici, dal punto di vista professionale, gli americani erano superiori ai loro avversari, che non avevano mai avuto occasione di partecipare ad un evento bellico, i piloti americani erano tutti, o la maggior parte, veterani della seconda guerra mondiale, con all'attivo, decine e decine di abbattimenti, ed era questo che faceva la differenza, ma decisamente, abbattere un MiG-15, per loro, era difficilissimo, i piloti stessi, ammisero, che l'aereo sovietico era superiore in tutto rispetto ai loro velivoli, fortunatamente erano pilotati da novellini alle prime armi, cosa sarebbe successo, se qualche volpe cinese o nordcoreana, avesse completato l'iter addestrativo, in Russia, con istruttori paragonabili a quelli occidentali?, Questi dubbi, e queste certezze così sfavorevoli, attanagliarono, i comandi dell' USAF per molto tempo. Ne pagarono le conseguenze gli equipaggi di B-29, i MiG-15 sembravano come piranha sulla preda, il 10 novembre, aerei del 307th vennero ingaggiati dai nordcoreani vicino lo Yalu, fu una carneficina, i B-29 esplodevano in aria per le raffiche da 37mm dei Jet nordcoreani, molti bombardieri che riuscirono a ritornare alle loro basi, erano crivellati di colpi, e i loro equipaggi, falcidiati dai colpi che penetravano nelle cellule dei velivoli come fossero di burro.


Questo si tramutò in un cambio di strategia da parte del comando dell'USAF, che rendendosi conto che la situazione era cambiata con l'introduzione del MiG-15, impedì l'uso di B-29 e RB-29 (versione da pattugliamento e ricognizione strategica) data la loro vulnerabilità, lungo lo Yalu (MiG Alley); il Generale Hoyt Vandenberg, capo del personale dell'aviazione, dispose un Wing di F-84E Thunderjet e un Wing di F-86A in estremo oriente, alcune unita del SAC (Strategic Air Command), come deterrente alle perdite di B-29 il 27th FEW (Fighter Escort Wing - Stormo caccia di scorta 27) provenienti dal Texas, questo stormo era addestrato per la scorta a lungo raggio di B-29 e B-50.


Gli equipaggi di F-86A provenivano dal 4th FIW con sede in Virginia (Langley AFB), erano piloti molto addestrati e preparati, nel ruolo di intercettori, praticamente erano coloro i quali, avrebbero dovuto abbattere più MiG possibile, così da raggiungere la superiorità aerea. Il trasferimento di questi stormi, è stato compiuto in un tempo straordinariamente breve, vennero caricati su navi veloci cargo a San Diego, verso i porti del Giappone, ma non furono tutti subito utilizzati, molti caccia risultarono danneggiati dalla salsedine che corrose alcune parti delle ali e delle cellule. All'inizio si prevedeva di basarle il 4th FIW a Pyongyang e il 27th FEW a Kimpo, ma per problemi di sovraffolamento si decise per Taegu. mentre alcune squadriglie del 4° circa 32 aerei vennero distaccate a Kimpo. Alla fine degli anni '50 la guerra aerea era destinata ad avviarsi verso una seconda fase, la più furiosa ed enigmatica dell'intero conflitto.

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