Vought F-8 Crusader, l'ultimo dei "Gunfighters"

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F-8 del 235 VMF
In un tempo in cui i sistemi computerizzati e gli apparati avionici super-tecnologici iniziavano a comparire, provocando una escalation del progresso e della tecnica in campo militare, traducendosi in un repentino balzo generazionale sia per quanto concerneva i piloti che gli aerei da caccia, che rivoluzionarono completamente i canoni della guerra aerea, la Vought, una fabbrica nota all'US NAVY per aver costruito il magnifico "Corsair", progettò un aeroplano per far fronte alla richiesta da parte della Marina statunitense di un caccia ad alte prestazioni in grado di operare dalle portaerei. Otto furono le aziende che parteciparono alla suddetta specifica, ma una soltanto convinse gli analisti della US.Navy, così ai primi del 1953, la Vought ottenne un contratto di sviluppo per il nuovo caccia imbarcato. Sotto alcuni aspetti era un caccia convenzionale, quasi retaggio di "vecchi" stilemi costruttivi: la soluzione della grande presa d'aria sul muso ne è un esempio; ma una caratteristica insolita era l'ala posizionata sopra la fusoliera ed incernierata in modo che, variando il suo angolo di incidenza, la fusoliera potesse abbassarsi per facilitare le fasi di avvicinamento sul ponte consentendo una perfetta visuale al pilota. Il carrello era corto ma robusto, un grandissimo aerofreno portellone sul ventre ed era capace di decelerazioni vigorose, sui fianchi del muso erano presenti quattro cannoni da 20mm, armamento che si riteneva ormai superato ma che alla fine si rivelerà di vitale importanza come vedremo di seguito.