Vought F-8 Crusader, l'ultimo dei "Gunfighters"

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F-8 del 235 VMF
In un tempo in cui i sistemi computerizzati e gli apparati avionici super-tecnologici iniziavano a comparire, provocando una escalation del progresso e della tecnica in campo militare, traducendosi in un repentino balzo generazionale sia per quanto concerneva i piloti che gli aerei da caccia, che rivoluzionarono completamente i canoni della guerra aerea, la Vought, una fabbrica nota all'US NAVY per aver costruito il magnifico "Corsair", progettò un aeroplano per far fronte alla richiesta da parte della Marina statunitense di un caccia ad alte prestazioni in grado di operare dalle portaerei. Otto furono le aziende che parteciparono alla suddetta specifica, ma una soltanto convinse gli analisti della US.Navy, così ai primi del 1953, la Vought ottenne un contratto di sviluppo per il nuovo caccia imbarcato. Sotto alcuni aspetti era un caccia convenzionale, quasi retaggio di "vecchi" stilemi costruttivi: la soluzione della grande presa d'aria sul muso ne è un esempio; ma una caratteristica insolita era l'ala posizionata sopra la fusoliera ed incernierata in modo che, variando il suo angolo di incidenza, la fusoliera potesse abbassarsi per facilitare le fasi di avvicinamento sul ponte consentendo una perfetta visuale al pilota. Il carrello era corto ma robusto, un grandissimo aerofreno portellone sul ventre ed era capace di decelerazioni vigorose, sui fianchi del muso erano presenti quattro cannoni da 20mm, armamento che si riteneva ormai superato ma che alla fine si rivelerà di vitale importanza come vedremo di seguito.

Il caccia con i cannoni e non solo

Il fatto più emblematico del Crusader, fu che, anche se aveva tutti gli svantaggi derivati dall' operare da una portaerei (dalle convenzioni del tempo) e che disponesse dello stesso motore Pratt e Witney J57 dei suoi predecessori come ad esempio l'F4D Skyray, e contemporanei come l'F-100 Super Sabre, si dimostrò superiore dal punto di vista prestazionale, della manovrabilità, dell'autonomia, soprattutto per la capacità di atterrare ad una velocità bassissima, qualità indispensabile per un aereo imbarcato. Il prototipo XF8U volò il 25 marzo del 1955, e dopo un rapido ed accurato sviluppo, venne assegnato al VF-32 che nel marzo del 1957 completò la conversione operativa sul nuovo velivolo. Inizialmente i primi modelli di serie erano designati con la sigla F8U-I, in seguito ebbero la designazione operativa F-8A, quest'ultimi erano dotati di un sediel Martin-Baker FS, una sonda di rifornimento in volo retrattile e ripiegable dentro la fusoliera, ai lati della stessa erano presenti delle gondole per il lancio di missili Sidewinder, la Vought prima di procedere con le varie evoluzioni della versione di partenza "A" riuscì a costruirne circa 318.
Courtesy Michael E. Fader - elaborazione AeroStoria.

Confronto tra un F-8C e un RF-8A.
Le varianti successive come da tradizione americana furono la "B" muniti di radar per un totale di 130 esemplari costruiti, la versione "C" in 187 esemplari, la versione "D" molto più potente delle precedenti, capace di mach 1,87 (1975 km/h) con avionica aggiornata, con circa 152 esemplari costruiti, mentre l'apoteosi si ebbe con la versione "E" che conferì al velivolo una polivalenza diventando un vero e proprio caccia multiruolo ognitempo, dotato di sensori IR e un radar molto più versatile con 286 esemplari costruiti in tutto. Quest'ultima versione fu la base di partenza per gli ulteriori aggiornamenti che vedremo di seguito. Anche se la Vought concepì il Crusader come intercettore navale, ebbe la possibilità di svilupparne una versione priva di armamento per la fotoricognizione denominata F8U-IP, il "Photo-Crusader" nel dicembre del 1956 compì il suo volo inaugurale per essere preso in carico dal VFP-61 ai primi di settembre del 1957. Pochi aeroplani ad alte prestazioni ebbero la possibilità di svolgere due ruoli ben distinti durante la propria carriera, il Crusader fu tra questi, grazie a questa sua manovrabilità e velocità potè essere impiegato come fotoricognitore tattico, grazie a quattro postazioni fotografiche, con apparati della Chicago Aerial. La postazione principale era la più evidente, in quanto caratterizzata da un carenatura bombata ed era considerata la più efficiente perché dava immagini panoramiche durante l'avvicinamento, nella postazione 2 erano alloggiate una KA-66 e KA-68 di solito per immagini panoramiche sopra l'obiettivo, la 3 e la 4 erano solitamente verticali ed oblique puntate sotto e lateralmente. La missione di questo particolare velivolo era quella di volare tra le linee nemiche disarmato e stracarico di carburante, l' abilità del pilota e l'effetto sorpresa facevano il resto, doveva scattare immagini a velocità sostenuta per poi dileguarsi prima che il nemico potesse intercettarlo.
Vista della parte sotto di un RF-8A e un F-8C
Tra gli utilizzatori che seppero far buon uso del "PhotoCrusader" a parte naturalmente la US Navy, ci furono i MARINES dapprima con un reparto che inizialmente apparteneva alla riserva il  VMCJ-4 ma data l'efficacia del velivolo ben presto divenne parte integrante dei reparti di prima linea e non solo, anche il Crusader da fotoricognizione presto divenne parte essenziale dello sforzo bellico che da li a poco avrebbe avuto come protagonista l'aviazione di marina. Il Corpo dei Marines utilizzava gli F-8 per appoggio tattico, sebbene fossero stati progettati come caccia, i Crusader dei Marines spesso operavano da basi a terra con armamento aria-suolo ed eccelse anche in questo ruolo fino a quando non venne sostituito dagli F-4 PhantomII. Entro il 1970, un totale di circa 446 F-8 US NAVY e MARINES vennero completamente aggiornati nelle versioni dalla "H" alla "M" addirittura moltissimi RF-8A vennero potenziati con apparati più sofisticati e moderni e designati RF-8G e questi furono praticamente gli ultimi Crusader operativi fino alla loro radiazione negli anni '80.
Courtesy Michael E. Fader - elaborazione AeroStoria.
Il "Crociato" comunque non fu soltanto un eccezione statunitense, ebbe la possibilità di essere esportato, anche se in piccole unità, l'Aeronautica filippina operò con uno squadron di F-8H tra il 1974 e il 1986, un altro utente fu l'Aéronaval francese, che ricevette circa 42 caccia F-8E(FN) a metà degli anni Sessanta, questi esemplari vennero modificati per operare dalle piccole portaerei francesi e restarono in servizio fino al 2000 quando il Rafale li sostituì definitivamente.

Il battesimo del fuoco dei RF-8A - La crisi dei missili di Cuba 

Un RF-8 sorvola il Laos

Il "Photo-Crusader" ebbe il suo funesto battesimo del fuoco nell'autunno del 1962, durante l'amministrazione Kennedy, quando tutto il mondo restò col fiato sospeso per la paura di una possibile guerra nucleare tra USA e URSS. Questa controversa vicenda coinvolse tanto gli RF-8 della Navy quanto quelli dei Marines: il 10 ottobre del '62 alcuni voli effettuati da U-2 avevano riportato indizi che i sovietici avevano installato missili balistici a testata nucleare sull'isola di Cuba, paese satellite del governo sovietico. Il 13 ottobre mentre voli ripetuti si susseguivano su Cuba, venne ordinato al VFP-62 della US NAVY e al VMCJ-2 dei MARINES di effettuare passaggi veloci a bassa quota per raccogliere ulterior e/o confermare le informazioni rilevate dagli U-2 (che obbiettivamente mostravano lavori di sbancamento e un attività frenetica costruttiva e non proprio la presenza oggettiva di postazioni). Il sospetto divenne certezza quando un gruppo di agenti infiltrati della CIA a Cuba informarono il governo americano della possibile presenza dei suddetti missili. Soltanto gli RF-8 potevano raccogliere le informazioni più dettagliate, sorvolando le zone indicate dagli agenti a Cuba, mentre un Crusader sfrecciava ad una velocità di 950Km/h ad una quota di 1500 metri, poteva scattare svariati fotogrammi al secondo e decisamente molto più dettagliate, gli U-2 in volo ad altissime quote potevano scattare solamente da uno a due fotogrammi al minuto, decisamente il Photo-Crusader era l'aereo giusto al momento giusto.
Il muso di un RF-8A, da notare la finestra della camera
frontale e la scritta "Smile you're on candid camera" 
(sorridi sei su Candid camera).
Gli uomini del VFP-62 decollarono dalle loro basi terrestri per congiungersi ai reparti imbarcati, mentre un reparto principale restò basato a terra dove operavano squadriglie miste di piloti della NAVY e dei MARINES. Il 23 ottobre del 1962 iniziò l' operazione "Blue Moon". Gli RF-8 effettuavano solitamente due missioni giornaliere partendo da Key West in Florida, completando passaggi ad alta velocità e bassi nell'isola di Cuba, per poi ritornare a Jacksonville dove le fotocamere con il loro prezioso carico di scatti venivano smontate ed in tutta fretta portate nel laboratorio del VF-62 per essere analizzate, successivamente ridecollavano alla volta di Cecil Field poco distante da Jacksonville per una curata manutenzione per ritornare alla base "madre" di Key West pronti per la missione successiva. Di prassi alle missione partecipavano tre squadriglie di velivoli formate ognuna da due Crusader ai quali venivano assegnati un totale di tre obbiettivi per missione, quindi due obiettivi per ciascuna squadriglia. Le missioni si susseguirono senza problemi, durante la quale videro i reparti di Crusader riportare alla base più 160.000 negativi preziosissimi, che alla fine provarono l'effettiva presenza delle rampe missilistiche. Il mondo non fu mai così vicino ad una guerra nucleare come allora. Alla fine dopo una settimana di intensa attività diplomatica con i sovietici acconsentirono a smantellare le postazioni e trasferirle altrove.

L'operazione Blue Moon fu di vitale importanza, tutti i piloti dei Marines e della Navy per tale prezioso servigio agli Stati Uniti furono insigniti dalla Distinguished Flying Cross (la più alta onorificenza che un pilota possa ambire in America) il VF-62 venne insignito con la Navy Unit Commendation (un importante onorificenza per i reparti che si distinguono in situazioni di guerra) direttamente da Kennedy in persona, purtroppo il reparto dei Marines il VMCJ-2 essendo un reparto non facente parte della Navy in quanto aggregato non ricevette tale medaglia, ma soltanto la Distingued Flying Cross dall'ammiraglio Dennison comandante della Flotta Atlantica.

Le operazioni nel Sud-Est asiatico - Prima dell'incidente del golfo del Tonchino

Un RF-8 Crusader viene rifornito da uno Sky Hawk.
Gli eventi che fecero da contorno o pretesto alla guerra del Vietnam sono stati ben descritti da moltissimi autori e siti, che ritengo siano abbastanza attendibili, anche AeroStoria nel suo piccolo, ha trattato l'argomento più volte, per cui vi inviterei a leggere i seguenti post [Gli F-104 in Vietnam, Operazione "Two Buck"; Forza aerea sul Vietnam: i velivoli, gli uomini, la tecnica]. Sostanzialmente questa vera e propria guerra civile vide gli Stati Uniti a sostegno del Sud contro il Nord che era filo-sovietico. Questo si tradusse in un vero e proprio dispiego di uomini e mezzi da parte del governo americano, sia dal punto di vista di aiuti materiali che militari, impiegando una grossa squadra navale che stazionava nel Mar Cinese Meridionale a largo della costa. Prima del nefasto incidente del Tonchino nel 1964 le portaerei americane scorazzavano liberamente lungo le coste vietnamite a supporto delle operazioni di terra, inizialmente impiegò gli RF-8 e i Ra-3B Skywarrior del VFP-63 per cercare di raccogliere più informazioni possibili circa le posizioni del nemico e i movimenti, soprattutto nel Laos che era stato posto sotto attacco da parte dell'esercito del Nord.  Sotto il nome di "Yankee Team" la marina statunitense impiegò i piloti di Crusader principalmente come atto dimostrativo contro il Nord per far intendere che il Sud non era solo, gli RF-8A e B rispettivamente del VFP-63 e del VFP-61 decollavano dalla Kitty Hawk CVA-63 che stazionava a largo della costa, per missioni di ricognizione, successivamente venne a dare manforte la Bon Homme Richard CVA-31 e dei velivoli del VMCJ-1 dei Marines, istituendo un vero e proprio contingente da foto-ricognizione costituito da dieci piloti e undici RF-8A. I Crusader dei Marines appontarono sulla Kitty Hawk il 22 maggio del 1964 provenienti dalle loro classiche basi a terra nelle Filippine, spesso i piloti dei Marines volavano su velivoli della Navy e viceversa e questo fu motivo di grandi tensioni tra gli appartenenti ai due corpi, ma la rivalità tra Navy e Marines è risaputa ed in un certo senso faceva anche parte del gioco.
Un RF-8 del VFP-62 dentro l'hangar della Kitty Hawk.
Da subito sia i Marines che i piloti della marina si resero conto che la situazione in Vietnam era completamente diversa: l'esercito del Nord anche se tendenzialmente costituito da guerriglieri era ben armato e organizzato, grazie agli aiuti provenienti (ufficiosamente) dall'URSS tutto il territorio era stato ben difeso da postazioni anti-aeree e di batterie contraeree, sin dalle prime missioni molti RF-8 tornavano con non pochi danni causati dalle suddette difese. Inoltre il territorio era completamente ostile, difatti la marina organizzò dei corsi di sopravvivenza mediante esperti e veterani dell'esercito che impartivano delle lezioni a tutto il contingente con tecniche particolari onde scongiurare la cattura da parte del nemico e riuscire a sopravvivere nella giungla vietnamita piena di pericoli, il "Combat SAR" ancora era agli albori e quindi non c'era una vera e propria esperienza in queste missioni così particolari. 

"Uomini disarmati senza paura"

Così vennero definiti i piloti di RF-8 durante lo svolgimento del conflitto, per tutta la durata della guerra, l'unica costante certa era rappresentata dalla ricognizione, spesso le operazioni di bombardamento cessavano davanti a condizioni climatiche proibitive, costringendo tutti i reparti della componente aero-tattica a terra, i voli di ricognizione non si fermarono mai e andavano avanti in continuazione.
Stemmi dei tre reparti da ricogniozione.
Le tre uniche unità da ricognizione consistevano nel VFP-62, VFP-63 della US NAVY e del VMCJ-1 del Corpo dei Marines, anche se nonostante l'esperienza e i momenti di gloria vissuti nel 1962 durante la crisi di Cuba, il VFP-62 nel gennaio del 1968 venne ritirato. Dal 1966 l'unità dei Marines passò dai RF-8A agli RF-8B mentre le unità della Navy iniziarono ad impiegare i "Golf" ossia gli RF-8G, che in buona sostanza era un "A" ricostruito completamente ed annoverava alcune migliorie tra cui le caratteristiche pinne ventrali apparse sulla versione "C" che avevano la funzione di garantire una maggiore stabilità direzionale alle alte velocità, un motore evoluto come il Pratt&Whitney J-57-P-22 da 7.257Kg di spinta, cablature elettriche più efficienti e un avionica aggiornata. Fu installato un nuovo apparato ECM e nuove fotocamere molto più evolute capaci di spaziare con un singolo obiettivo da orizzonte a orizzonte, in tutto 73 RF8A compresi gli esemplari F8U-1P costruiti tra il 1956 e il 1960 in tutto circa 144 vennero riconfigurati allo standard "Golf" fino a rimpiazzare completamente tutte le versioni ad eccezione di Marines che continuarono ad usare alcuni "Alfa" dalle loro basi a terra. Il VFP-63 era formato da uomini di esperienza alcuni dei quali avevano già combattuto nella Seconda guerra mondale e in Corea, il reparto prese parte a tutte le principali operazioni sull'intero Sud -Est asiatico, la forma mentis dei loro piloti era completamente diversa da tutti gli altri piloti di qualsiasi altro reparto da caccia che partecipò al conflitto: un semplice sottotenente di vascello ad esempio, aveva il compito di pianificare ogni singolo aspetto della missione, guidava la sua scorta che spesso includeva uno o più aviatori più anziani o addirittura il comandante della squadriglia in persona, ci volevano doti di diplomazia, tatto, umiltà, esperienza e un notevole grado di maturità rispetto la giovane età.
Un RF-8G del VFP-63 in volo sul Mar cinese.
Ovviamente, non sempre le cose filavano lisce, nella maggior parte dei casi e soprattutto con l'escalation del conflitto, l'idea che fossero i piloti dei ricognitori a condurre il gioco, incominciò ad essere un caposaldo per  tutti i gruppi da caccia della Navy, avendo dimostrato più volte un coraggio e una professionalità pari a pochi in tutta la marina degli Stati Uniti, nonostante la loro condizione di volo unica, volavano in guerra completamente disarmati, ma armati del solo coraggio, e furono chiamati con rispetto e ammirazione gli "Uomini disarmati senza paura".

F-8 Crusader cacciatori del cielo e del suolo

F-8E Crusader del VF-33 pronto al lancio dalla USS Enterprice nel 1964.- US Military Aviation
Le squadriglie di F-8 Crusader dei Marines furono i primi ad operare nel Sud-Est asiatico, già nel 1961 durante le tensioni nel Laos, il VMF-312 e il VMF-154 con il oro F-8B vennero dispiegati nelle Filippine, mentre l'anno successivo otto Crusader del VMF-451 vennero imbarcati sulla USS Hancock che stazionava a largo delle coste sul Mar Cinese Meidionale. All' arrivo dei "Charlie" F-8C, la situazione cambiò profondamente, rimanevano sempre dei caccia diurni, ma il carico bellico passò da due a quattro Sidewinder e vennero dotati di un motore molto più potente, naturalmente ciò che lo caratterizzò erano le pinne ventrali che ne migliorarono la stabilità alle alte velocità.
Lancio di un razzo Zuni da un F-8D
Quasi contemporaneamente fu disponibile anche il "Delta" F-8D un "mostro" polivalente in condizioni ognitempo diurno e notturno, che oltre alle migliorie aerodinamiche e motoristiche che ne aumentarono le prestazioni (considerato tra i suoi piloti il più veloce fra tutti gli F-8) potevano trasportare quattro pod sotto la fusoliera e ai piloni subalari che erano predisposti per razzi Zuni, la combinazione razzi più i quattro cannoni da 20mm creava un sistema d'arma micidiale per l'attacco al suolo. L'avionica era migliorata, il radar polivalente e più preciso, i sistemi di controllo del motore erano computerizzati tramite lo speciale apparato detto APC (Apporach-Power Compensator). L'APC era un sistema computerizzato che permetteva al pilota di controllare automaticamente la velocità anemometrica durante l'approccio, l'apparato segnalava qualsiasi variazione anche minima di accelerazione e di angolo di attacco così da permettere al pilota di mantenere un assetto idoneo all'appontaggio, questo per ovviare ai "capricci" del Crusader durante gli appontaggi, infatti furono molti piloti inesperti a piangere le conseguenze dovute alla sua alta velocità di atterraggio. Lo stato dell'arte si ebbe con l' F-8E "Echo" che oltre a tutte le migliorie elencate, introduceva un ala rinforzata con due punti d'attacco ulteriori, questo per un lungo tempo fece si che l'Echo fosse l'unico in tutto il conflitto a poter trasportare bombe da 908Kg MK84, difatti i Marines in particolare, fecero largo uso del possente F-8E durante le prime fasi della Guerra del Vietnam. Al tempo dell'escalation militare soltanto due erano le classi di portaerei in grado di poter operare con i Crusader sia da caccia che da ricognizione, ossia le classi "Essex" risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, la Hancock, la Bon Homme Richard (CVA-31), la Oriskany (CVA-34), e la Ticonderoga, e successivamente anche le tre portaerei di assalto come venivano identificate di concezione più moderna (nel senso che furono costruite alla fine della Seconda Guerra Mondiale) come la Midway (CVA-41), La F.D.Roosevelt (CVA-42), e la Coral Sea (CVA-43), poterono operare con gli F/RF-8, quest'ultime usate anche durante la Guerra di Corea.
Due F-8E dei Marines sopra un esemplare con la bomba Mk84 e i pod per razzi Zuni,
 sotto con bombe MK81 poteva trasportarne 12.
Quando i francesi abbandonarono le loro vecchie colonie in Indocina alla fine degli anni'50, gli USA presero il loro posto appoggiando i regimi locali che erano anti-comunisti. Durante le prime fasi di tensioni nel Sud-Est asiatico, la Navy impegnò i suoi mezzi congiuntamente alle truppe sudvietnamite, le operazioni prevedevano ricognizioni tramite gli RF-8 come abbiamo visto, e pattugliamenti lungo le coste, ma come sappiamo furono dei veri e propri atti dimostrativi contro il Nord. Le missioni di RF-8 erano svolte giornalmente, ma erano molto rischiose, un evento che scosse profondamente i piloti di RF-8 fu quello accaduto il 6 giugno del 1964, quando un valido pilota ed ufficiale il tenete di vascello Charles Klusmann del VFP-63 imbarcato sulla Kitty Hawk venne abbattuto nel corso di un passaggio fotografico sul Laos orientale. Questa fu la prima perdita in combattimento di un Crusader in Vietnam, Klusmann venne catturato dalle forze comuniste ed imprigionato per tre mesi prima di riuscire ad evadere in maniera rocambolesca.
Il velivolo di Klusmann

Vietnam [Cartina1]
Si capì che i comunisti avevano piazzato su tutto l'intero territorio batterie contraeree e postazioni di missili anti-aerei SAM, e sapevano farne buon uso. I voli dei Photo-Crusaders erano troppo importanti, e soprattutto dovevano continuare malgrado il colpo subito per la perdita di Klusman, già all'indomani del suddetto episodio, la tattica fu quella di far scortare gli RF-8 dagli F-8 del VF-111 "Sundowners", di fatti nel primo pomeriggio del 7 giugno, una pattuglia di RF-8 del VFP-63 venne scortata da una squadriglia di F-8D comandati dal capitano di fregata Doyle W. Lynn che dalla zona di stazionamento delle portaerei  della marina americana chiamata Yankee Station [vedi cartina1] a largo della costa, dovevano raggiungere e fotografare delle zone comprese tra la Piana delle Giare [vedi cartina 1] e il Laos centro-settentrionale. Anche questo gruppo incappò in una pesante contraerea, lo stesso velivolo del capitano Lynn venne pesantemente danneggiato, fu costretto a lanciarsi col seggiolino, fortunatamente venne recuperato grazie ad una massiccia operazione di recupero. Malgrado le difficoltà e le perdite la Marina comunque, riuscì ad apprendere molto sul movimento delle truppe nemiche e soprattutto la loro dislocazione sul territorio. All' arrivo della Ticonderoga sulla Yankee Station il paradosso che stava "attanagliando" la Navy fu chiaro soprattutto al comandante del gruppo aereo VF-51 "Screaming Eagles" a bordo della portaerei, il capitano di fregata Bond Stockdale. Stockdale fu uno dei primi piloti di Corsair, il primo a stabilire il primato mondiale di 1000 ore sul velivolo, e un comandante di indubbia esperienza. E fu proprio in una di queste missioni di scorta, che si rese conto che la Navy si trovava in una situazione assurda: come potevano un gruppo di F-8 addestrati per la caccia difendere un gruppo di foto-ricognitori da ipotetici MiG nordvietnamiti, data la loro completa assenza? (l'aeronautica nordvietnamita nelle prime fasi della guerra era praticamente inesistente) Il vero nemico da abbattere laggiù erano le postazioni antiaeree, il pericolo era a terra non in aria! Stockdale decise di far equipaggiare i velivoli della sua squadriglia con razzi Zuni, praticamente secondo il suo piano, i Crusader di scorta all'occorrenza potevano anche attaccare postazioni a terra diventando cacciatori terrestri oltre che del cielo. A fine turno sulla Yankee Station nel 1963, nella base di Miramar, il comandante decise in via del tutto ufficiosa, che i suoi del VF-51, avrebbero dovuto addestrarsi all'uso di questi razzi, all'inizio portò con se soltanto tre ufficiali, i quali a loro volta avrebbero addestrato gli altri e così via. Nel 1964 l'intero VF-51 era pronto per svolgere missioni sia aria-aria che aria-suolo grazie ai loro "Echo" e la possibilità di caricare pod per razzi Zuni.
(sopra) F-8E del comandante Stockdale armato con missili Zuni per missioni multiruolo. (sotto) un esemplare di F-8C del VF-111 armato per missioni aria-aria con 4 sidewinder 
E fu chiaro anche all'ammiraglio di squadra Thomas Moorer comandante della settima Flotta (futuro capo delle operazioni navali) che l'unità di Stockdale fosse l'unica ad avere capacità multiruolo. Infatti tramite un messaggio top secret fattogli recapitare da un suo uomo di fiducia, contattò direttamente il comandante del VF-51, chiedendogli di portare i suoi F-8 sulla Constellation stazionata sulla Yankee Station. Otto F-8E decollarono dalle Filippine per appontare sulla "Connie" (nomignolo della Constellation) da quì sarebbero decollati per scortare gli RF-8 che avevano un ulteriore compito: addentrarsi in profondità in territorio nemico, anche per sondare le reazioni avversarie. Era chiaro che stava per accadere qualcosa, l'atteggiamento dei comandanti era cambiato, Stockdale ed i suoi non si tirarono indietro, compirono il loro dovere, scortavano gli RF-8 ed attaccavano le postazioni a terra con successo, questo permise al VF-51 di acquisire una notevole ed ulteriore esperienza in questo tipo di missioni, che divennero preziosissime ed efficaci.


Il golfo del Tonchino

Il MADDOX
I servizi d'informazione indicavano che i nordvietnamiti consideravano queste pattuglie che venivano effettuate lungo le loro coste quelle della Cina comunista e della Corea del Nord delle vere e proprie azioni di guerra, e che stavano diventando sempre più nervosi, probabilmente gli ufficiali della Marina era proprio questo quello che cercavano, creare una sorta di pretesto per iniziare le operazioni, sta di fatto che il mattino del 2 agosto del 1964, mentre il cacciatorpediniere Maddox incrociava a largo, il radar e le vedette avvistò una colonna di motosiluranti P-4 (di fabbricazione sovietica) , il comandante sentendosi minacciato aprì il fuoco danneggiando tutte le imbarcazioni nemiche mentre il cacciatorpedienere venne colpito da un solo colpo da 14,5 mm. Gli F-8 del VF-51e del VF-53 risposero alla richiesta di appoggio aereo lanciata dal Maddox, che dalla Ticonderoga furono lanciati verso le imbarcazioni nemiche mitragliandole, un Corsair rimase danneggiato ma alla fine il pilota tenente Dick Hastings riuscì ad atterrare a Da Nang. Questa azione è considerato come ol primo combattimento diretto tra le forze degli Stati Uniti e i nordvietnamiti, che comunque, quest'ultimi fecero capire di non avere alcuna intenzione di ignorare le continue intrusioni nel loro territorio senza difendersi.
Il Turner Joy
Ventiquattro ore dopo questo scontro, il Turner Joy, un altro caciatorpediniere si unì al Maddox per fare rotta verso il Golfo del Tonchino[vedi cartina1] ma questa volta non ci furono reazioni da parte del nemico. Gli americani sapevano che era uno stato di "calma apparente" ed ebbero modo di scoprirlo ancor di più durante il corso della guerra: questo significava che i nordvietnamiti si stavano organizzando per dare battaglia. Infatti prima di mezzanotte, i radar dei due cacciatorpedinieri rilevarono alcuni bersagli in avvicinamento veloce, stavolta erano un numero ancora più numeroso di P-4, le motosiluranti sembravano dirigersi verso la zona di stazionamento del task group formato dalla Ticonderoga, il Maddox, e il Turner Joy, questi ultimi due aprirono il fuoco contro le imbarcazioni nemiche, era buio sembrò che fossero state inghiottite dalla notte, per poi riapparire verso prua, gli uomini sulle vedette più volte confermarono di aver visto scie di siluro, le imbarcazioni americane comunque erano in buono stato. Decollarono alcuni A-1Skyrader del VA-52 assieme ad una coppia Crusader comandata da Stockdale, ma purtroppo dovette rimanere da solo quella notte, il suo gregario dovette abortire il lancio per problemi al generatore del suo F-8, intanto degli Skyhawk decollavano dalla Ticonderoga, per dare manforte. Il capitano Wesley McDonald (futuro ammiraglio a quattro stelle) comandante del gruppo di A-4 del VA-56 si lancio sui numerosi bersagli mitragliandoli, ma la visibilità era praticamente nulla, non si riusciva a vedere che qualche luce evanescente, non potè confermare se effettivamente furono compite imbarcazioni nemiche, anche Stockdale, che era ad un punto di visibilità privilegiata tra gli attaccanti e i due incrociatori americani, più volte in svariate interviste - anni dopo -  mise in dubbio che questo attacco sia mai accaduto.
Molti libri sul Vietnam oggi confermano il sospetto che tali scontri furono un vero e proprio pretesto per iniziare una guerra, che si credeva vinta in partenza, fatto sta che qualunque sia stata la verità sui due incidenti del Golfo del Tonchino, il presidente L. Johnson che ereditò  gran parte dello staff di Kennedy dopo il suo assassinio a Dallas nel 1962, decise di autorizzare un attacco di rappresaglia contro le basi e i depositi di carburante delle unità di motosiluranti. Ebbe inizio così il 5 agosto del 1964, l'operazione Pierce Arrow. Vi presero parte circa 67 aerei decollati dalla Ticonderoga e dalla Constellation. Il capitano di fregata Stockdale condusse il primo assalto, che comprendeva i suoi Crusader del VF-51 armati con i razzi Zuni.
Gli obiettivi degli F-8 di Stockdale erano i siti dell'antiaerea attorno alla base di Vinh, quelli del VF-53 si occuparono della base di Quang Khe gli A-4 e gli A-1 avrebbero colpito altri obiettivi selezionati, compresi i serbatoi di carburante e le rispettive postazioni di artiglieria.[vedi cartina2] L'incursione fu un vero e proprio successo, gli americani persero due aerei 1 A-1H del VA-145 e un A-4C del VA-144 entrambi i piloti di A-1 il sottotenente di vascello Richard Sather divenne il primo pilota della marina a perire in Vietnam, il pilota di A-4 il sottotenente di vascello Alvarez riuscì a lanciarsi ma venne catturato, venne liberato dopo otto anni di prigionia. Nei mesi successivi a queste azioni vi furono alcune azioni sporadiche nel Sud-Est asiatico da parte dell'aviazione di Marina. Le navi continuarono i loro pattugliamenti e, in questo periodo di inattività come al solito del resto, i comunisti ne approfittarono per organizzarsi, e si prospettavano giorni difficili.
Vietnam (Cartina 2)
Intanto che i guerriglieri nordvietnamiti si approvvigionavano di armi dal sud del Laos, a Washingtton il governo L. Johnson era profondamente frustrato dal fatto che malgrado avessero subito un duro colpo, e che soprattutto avessero avuto una dimostrazione della potenza militare degli Stati Uniti, i comunisti era come se non curanti, si preparassero alla guerra senza alcun timore, l'intensificarsi delle attività di rifornimento nel mese di dicembre ebbe come conseguenza la decisione da parte del governo americano, di pianificare due ulteriori campagne aeree: una serie di incursioni di bombardamento strategico contro le installazioni industriali del Nord, e missioni di ricognizione armata per monitorare il flusso di materiali attraverso il Laos. Queste operazioni furono rispettivamente chiamate "Rolling Thunder" e "Barrell Roll". Si le squadriglie della Marina che quelle del Corpo dei Marines sarebbero state coinvolte pienamente, soprattutto nei primi mesi del 1965, da quel momento in poi la guerra sarebbe iniziata sul serio. L'inizio delle operazioni in Vietnam venne annunciato alla televisione dal presidente americano L. Johnson in persona, una sera di mezza estate del 1964, molti storici definiscono quel discorso alla nazione come il discorso di un presidente spaventato e insicuro, anche per il fatto che non era attorniato da personaggi di grande discernimento o integrità morale, e soprattutto perchè dopo l'assassinio di Dallas, aveva ereditato gran parte, se non tutto, lo staff di Kennedy, che decisamente era completamente digiuni di nozioni militari.

LA GUERRA DEI GUNFIGHTERS

Razzi Zuni lanciati da un F-8E.
La risposta dei nordvietnamiti non si fece attendere, da quì in poi, fu chiaro ai strateghi americani, che i comunisti del Vietnam del Nord non si sarebbero fermati davanti a nulla. La vigilia di Natale del 1964 alcuni guerriglieri attaccarono una caserma USA nei pressi di Saigon uccidendo due americani e provocando il ferimento di un centinaio di persone. Per tale motivo il presidente Johnson permise un escalation del conflitto, le portaerei iniziarono a stazionare sulla Yankee Station in una situazione di pre-allarme, ma gli ordini da Washington tardavano ad arrivare. Intanto nordvietnamiti e guerriglieri si organizzavano, ed ottenevano il tacito appoggio della Cina e dell'URSS che iniziarono a fornire materiali tendenzialmente moderni, come batterie anti-aerei "Sam" e caccia del tipo MiG-17 anche nella versione costruiti in Cina (J-4). Un attacco comunista su installazioni americane nel febbraio del 1965 provocò finalmente una reazione più decisa da parte delle forze americane [vedi AeroStoria Forza aerea sul Vietnam: i velivoli, gli uomini, la tecnica]. In questa serie di attacchi vennero impiegate squadriglie miste di F-8C ed E del VF-24 e VF-211 basati sulla Hancock, i due Squadron attaccarono postazioni situati al Nord e le caserme di Chan Hoa presso l'aeroporto di Dong Hoi. L'F-8C veniva principalemte impiegato nelle missioni CAP di solito erano in carico al VF-24, mentre il VF-211 impiegavano gli "Echo" per colpire obiettivi al suolo, ma per paradosso fu il primo Squadron a scontrarsi la prima volta in tutto il conflitto, con un MiG-17. Il 3 aprile del 1965, alcuni MiG-17 intercettarono un incursione di bombardamento americana, i "Checkmates" nomignolo del VF-211che provenivano anche loro dai "Charlie" ebbero la possibilità di fronteggiarli.
MiG-17 del 921st Sao Do il reggimento da caccia coinvolto nello scontro con i Checkmates.
L'esito dello scontro a tutt'oggi non è chiaro, alcuni cronisti e studiosi attribuiscono la sconfitta agli americani, altri l'esatto contrario, il dato certo, comunque, fu quello che all'inizio del conflitto gli americani trovarono non poche difficoltà nel fronteggiare i nordvietnamiti e i loro MiG: probabilmente avevano commesso il fatidico errore di aver sottovalutato l'avversario. Intanto dalla Dixie Station [vedi cartina 1] la Bon Homme Richard diede manforte alle operazioni con due nuove squadriglie di F-8E sia per ruoli di scorta che attacco al suolo, il VF-191 e il VF-194, anche questa squadriglia assieme alla VF-154 subirono parecchie perdite soprattutto dovute ai SAM. Ciononostante le attività operative continuavano, e i turni si susseguivano continuamente, alla "Bonnie Dick" (nomignolo della Bon Homme Richard) successe la Oriskani, quest'ultima sperimentò un'attività operativa fuori dagli schemi: il gruppo aereo era formato da tre differenti squadriglie formata dal VFP-63 con RF-8A, e il VF-162 con gli F-8E appartenenti alla US Navy e una squadriglia di "rudi" Marines del VMF(AW)-212 anch'esso munito di F-8E.
e fu grazie all'esperienza dei piloti dei Marines che in questa occasione venne sperimentata una tattica anch'essa fuori dagli schemi, si decise di comune accordo con i comandanti delle squadriglie di armare gli F-8 con le pesantissime bombe Mk84 da 1000Kg, il 9 settembre del 1965 le squadriglie fecero decollare degli F-8 traballanti dal peso delle pesanti bombe, verso Tan Hoa la missione prevedeva potenti incursioni contro le linee nemiche volte a distruggere tutte le vie di comunicazione, la missione riuscì anche se per il cattivo tempo non tutti i ponti vennero distrutti, ma il Crusader malgrado non avesse sistemi di puntamento per le bombe eccelsero anche in questo ruolo, tanto che operò in questi importanti ruoli per tutta la durata della guerra. I Gunfighters furono risolutivi, lo svantaggio era quasi recuperato, ma qualcosa nelle strategie stava cambiando; fino ad allora nel Sud Est asiatico non vi furono molti scontri aerei, non proprio come nella Seconda Guerra Mondiale o in Corea, soprattutto perchè la VPAF (Aeronautica del Vietnam del Nord) non esisteva, ma quando quest'ultima riuscì ad organizzarsi e ad ottenere validi piloti addestrati in URSS o addestrati da piloti sovietici in loco, il quadro cambiò profondamente. Secondo diverse fonti oltre 250 MiG di vari modelli (17,19,21) erano presenti nelle basi della VPAF, ed erano in perfetta efficienza, ed iniziavano a vedersi non più sporadicamente, da questo momento in poi la guerra entrò in una seconda fase, molto più dura e sanguinosa.

I Crusader MiG killers

F-8 del VF-24 fotografato alla NAS Miramar nel 1969
Fino ad allora era ben chiaro che il compito principale di un buon pilota da caccia fosse quello di impegnare in un combattimento aereo un altro caccia, e magari riuscire ad abbatterlo, ma le cose stavano cambiando, con l'avvento dei nuovi sistemi di intercettazione e soprattutto i missili aria-aria, le distanze tra i due contendenti iniziavano allungarsi, per arrivare ai giorni nostri dove è molto probabile che un moderno pilota da caccia possa anche non vedere il suo bersaglio grazie alla distanza chilometrica che un moderno radar può raggiungere per ingaggiare un avversario, il pilota deve soltanto sganciare un missile ed aspettare che quest'ultimo lo ingaggi e lo abbatta. L'F-8 a buon diritto può essere definito l'ultimo caccia monoposto da superiorità aerea che come armamento principale per il suo compito contava sui cannoni. Il successore, il moderno F-4 Phantom II al contrario contava sui missili Sparrow e Sidewinder e non possedeva alcun arma fissa. Obbiettivamente questo nuovo sistema d'arma era agli albori, oggi non è così, ma allora erano armi difettose e spesso per abbattere un solo aereo occorrevano più lanci di missili, di conseguenza gli equipaggi di F-4 si ritrovavano completamente disarmati in un cielo completamente ostile. L'importanza dei cannoni a bordo era di vitale importanza soprattutto quando la guerra iniziò una fase più sanguinosa, e i MiG iniziarono a farsi vedere più spesso. Obbiettivamente rispetto all'F-8 il PhantomII poteva trasportare più bombe, e questo era un vantaggio nelle missioni di attacco al suolo, ma se gli F-4 della Navy si aggiudicarono in tutto il conflitto l'abbattimento di trentasei MiG e i Marines uno solo (i Marines usavano i Phantom per missioni aria-suolo) i crusader in soli due anni di guerra ne abbatterono diciotto, anche perchè con l'arrivo dei Phantom furono relegati a missioni di attacco e non ebbero mai più occasione di scontrarsi con altri MiG. Molti ex piloti di F-8 che passarono ai PhantomII erano unanimi nell'affermare che in un combattimento manovrato, anche se andato a buon fine, avrebbero preferito essere su di un Crusader piuttosto che in un F-4, questo a dimostrazione di quanta stima i piloti avessero dell'indomabile Crociato.
F-8E del VMF(AW)-212
Il battesimo del fuoco di un Crusader contro un MiG avvenne sui cieli sopra Hanoi il 12 giugno del 1966, ad opera del comandante del VF-211 Capitano di fregata Harold L. Marr anche se per paradosso l'abbattimento avvenne mediante un Sidewinder che dopo ripetuti tentativi di lancio si staccò finalmente dalle gondole colpendo il bersaglio.
Nove giorni dopo sempre sul cielo del Nord avvenne uno degli scontri più movimentati della carriera del Crusader nel conflitto. Il 21 giugno del 1966 una squadriglia di 11 aerei decollò dalla Hancock per una missione particolare: la formazione era divisa in due gruppi, il primo gruppo formato da un RF-8A pilotato dal tenente di vascello L.C. Eastman, scortato da un F-8E del VF-211 pilotato dal tenente Dick Smith, Eastman doveva effettuare una ricognizione intorno all'area delle operazioni e quindi precedere la seconda formazione composta da sei A-4 Skyhawk scortati da tre F-8E sempre del VF-211 "Checkmates" pilotati dal capitano Cole Black, capo formazione, e i due gregari sottotenente Vampatella e il tenente Chancey. Questi avevano il compito di scortare gli attaccanti. La missione della formazione n.2 era quasi alla fine quando alla radio Smith concitatamente avvertiva i piloti della seconda formazione che Eastman era stato abbattuto dai Sam.
Era comunque riuscito a salvarsi lanciandosi col seggiolino ma sfortunatamente era atterrato in zona nemica. Black, Chancy e Vampatella accompagnarono gli A-4 in una zona sicura e non ci pensarono due volte, andarono in soccorso al collega, la missione si trasformò in una vera e propria missione Combat SAR, Smith assunse il comando e Vampatella gli fece da gregario, mentre Chancy e Black orbitavano ad una quota tra i 400 e i 600 metri nella zona dove si vedevano i rottami ancora fumanti dell'RF-8A. Intanto gli A-4 via radio avvertivano di una massiccia presenza di missili SAM e di un gruppo di MiG in avvicinamento verso la zona dei quattro F-8, Vampatella fu il primo ad accorgersi del paracadute di Eastman e subito dopo di un razzo di segnalazione probabilmente lanciato dallo stesso sfortunato pilota, che dal suolo sentiva i caccia volteggiare, era stato individuato, e richiesero l'intervento di un elicottero per il recupero.
Intanto i MiG approfittando della posizione svantaggiosa degli F-8 di Vampatella e socio, puntavano su di loro, i Crusader di Black e Chancy avvertirono i due più in basso e tentarono un avvicinamento frontale, sparando a più non posso contro i MiG, Chancy colpì un MiG tranciando di netto la sua ala, il velivolo precipitò ed esplose a terra, ma non si accorse che Black era sparito, ormai i Crusader erano a corto di carburante e sotto la contraerea faceva sentire la sua presenza. Black venne colpito non è chiaro se dal capo della prima squadriglia di MiG o dalla contraerea, si vide un paracadute, il pilota americano fu costretto lanciarsi; adesso i piloti da salvare erano due, ma l'elicottero non riuscì ad arrivare, Eastman e Black furono catturati ed imprigionati, vennero liberati dopo sei anni di prigionia. Ma ancora la caccia non era terminata, Vampatella e Chancy a corto di carburante decisero di approfittare di un rifornitore che orbitava sopra di loro ma si accorsero che altri MiG si stavano avvicinando, Chancy venne colpito e dovette faticare per tenere il suo Crusader in quota e dopo due tentativi di lancio di sidewinder contro il nemico andati a male dovette ritirarsi, alla fine riuscì ad appontare, Vampatella venne preso di mira da un altro MiG che lo inseguiva, nonostante la riserva di carburante scarsissima, decise di allontanarsi a tutto post-bruciatore, ma il suo F-8 danneggiato era ingovernabile, si accorse però che il MiG nemico aveva fatto dietro front e stava a circa un chilometro, Vampatella decise di approfittare della situazione e sempre a tutta manetta si posizionò in coda al MiG che fu colto di sorpresa, primo lancio, cilecca! Secondo lancio, beccato! Vampatella riuscì ad abbattere il nemico. Il rifornimento in volo fu difficilissimo, infatti potè caricare il carburante necessario, ma si salvò. I tecnici della Hancock analizzando il velivolo si accorsero che il Crusader di Phill Vampatella aveva gli impennaggi di coda completamente distrutti. I piloti di questo scontro furono tutti decorati ed insigniti della spilla con rubino rosso recante l'effigie di un Crusader. Questo fu un episodio emblematico del fatto che contare soltanto sui missili, non era assolutamente la condizione favorevole per salvare la pelle sui cieli del Vietnam. Furono tantissimi gli scontri e molti piloti divennero veri e propri assi anche se - tranne dal 1966 al '68 ed i primi sei mesi del '73 - non fu un vero e proprio conflitto di scontri aerei come durante la Seconda Guerra Mondiale o in Corea. Possiamo parlare di una vera e propria sporadicità di scontri, gli elementi che condizionarono questo stato di cose, andrebbero ricercati innanzi tutto sulla ridotta capacità della VPAF, seconda analisi, sicuramente le regole d'ingaggio imposte da Washington, che come all'inizio della Guerra di Corea, bloccavano e frustravano molti piloti americani che avrebbero voluto inseguire i loro avversari oltre i confini.
USS Enterprise nel 1962 nello sfondo si notano gli A-4
Benchè gli abbattimenti di MiG riempivano le prime pagine dei giornali e le news dei notiziari, nella vita di un pilota di F-8 vi erano aspetti meno gloriosi e pieni di "avventura" - se mi consentite il termine - la routine all'interno di una squadriglia di prima linea era di riuscire a sopravvivere ai sei mesi di schieramento (ogni reparto aveva un turno di sei mesi e poi rientro) lo stesso Capt. Charles "Cal" Swanson del VF-162 pilota di grandissima esperienza, calcolò che ci si imbatteva nei MiG si e no una volta ogni 200 missioni: << La sensazione era quella di esporsi come dei matti al fuoco da terra, all'antiaerea e ai SAM, senza poi riuscire a fare granchè male al nemico>>, disse. Ma questo non impedì ai piloti di apprezzare sempre e comunque la validità della macchina, la versatilità e la potenza. L'ultimo dei caccia coi cannoni, fino ai giorni nostri è ricordato con il massimo rispetto da tutti i piloti che hanno avuto l'onore di servire su di esso e non, sia la US Navy che i Marines, oggi lo ricordano come uno dei migliori caccia che abbiano avuto mai la possibilità di pilotare. Le unità dei Marines , in particolar modo, sublimarono l'efficacia del Crusader, con le loro epiche missioni, prendendo parte ad una grandissima quantità di azioni, la maggior parte delle quali sostenute da squadriglie basate a terra, localizzate a Da Nang e Chu Lai, sempre a supporto delle truppe a terra e l'attacco al suolo, sempre in prima linea cavalcando il loro purosangue, il Vought F-8 Crusader l'ultimo dei Gunfighter.

BIBLIOGRAFIA/APROFONDIMENTI

  • Michael Dobbs - Blue Moon over Cuba, OSPREY Publishing;
  • Steve Pace - Vought F-8 Crusader Part one : Naval Fighter, Squadron Signal Publishing;
  • Steve Pace - Vought F-8 Crusader Part two: Navy and Marine RF-8 Photo/Reccon, Squadron Signal Publishing;
  • Barret Tillman, MiG Master : The story of F-8 Crusader, Naval Institute Publishing
  • Gerard Paloque, Vought F-8 Crusader 1955-1999, Ed. Histoire&Collections [Traduzione in inglese di Alan McKey];
  • The Gunfighter Page sito in inglese interessantissimo, con notizie riguardanti l'F-8;
  • Peter Mersky, F-8 Crusader Units of the Vietnam War, Osprey Publishing;
  • Peter Mersky, RF-8 Crusader Untis over Cuba and Vietnam. Osprey Publishing ( di questi due volumi esiste un edizione di Del Prado facente parte della serie "Aerei Militari: assi e leggende" tradotta in italiano).